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Arthur Coviello (RSA Conference): Smartphone e social network cambiano il paradigma della sicurezza

  • Data 21-10-2009
  • di Mario De Ascentiis

I keynote di apertura alla RSA Conference europea pongono l'accento sulle sfide lanciate dalla diffusione massiccia dei device collegati alla rete in mobilità e dall'esplosione dell'informazione gestita 'in the cloud'

"Entro il 2015 ci saranno 15 miliardi di dispositivi connessi alla Rete, e il 75 percento dei device, già prima del 2011, sarà in perenne collegamento mobile. I 300 milioni di utenti Facebook, e gli oltre 380.000 utenti Skype che si aggiungono ogni giorno, pongono nuove sfide, così come le migliaia di identità digitali che entrano nei data center. E le aziende sono esposte a rischi diversi da quelli che sono state abituate ad affrontare fino ad ora". Snocciolando queste cifre e con la simpatica metafora della rana pronta a saltare fuori dall'acqua bollente - ma più facile da catturare se 'cotta a fuoco lento' - Coviello apre i lavori della data europea della RSA Conference londinese (20-22 ottobre). Secondo il presidente RSA fino ad ora siamo stati come "le rane tranquille nella brocca e colte di sorpresa dalla crescita dei flussi di informazione, combinati con l'evolversi dei rischi e delle sfide alla sicurezza. Ora la temperatura inizia a essere davvero insostenibile. Insomma, bisogna reagire prima che sia tardi".

Arthur Coviello, Executive Vice President EMC Corporation

A queste suggestioni si aggiungono quelle dettate dai cambiamenti in atto nel panorama IT. Prosegue Coviello: "Entro il 2012, il 25% della spesa IT sarà catturata dalla migrazione in the cloud, e il 34% delle aziende Fortune 1000 hanno intenzione di virtualizzare i propri server entro l'anno".

Sfide nuove insomma, cui non si può rispondere con i vecchi sistemi. A Coviello fa eco il suo Senior Vice President Chris Young che aggiunge: "Di fronte a questo scenario non è possibile rispondere con i vecchi sistemi. Le aziende non possono pensare di proibire o di evitare l'utilizzo delle nuove tecnologie, ma devono cambiare approccio: c'è chi ha chiuso l'instant messaging sull'iPhone, chi a lungo si è opposto all'utilizzo del Blackberry o addirittura ha ostacolato l'utilizzo delle chiavette USB per evitare la copia dei file, senza rendersi conto in questo modo di frenare anche l'efficienza e la crescita". Ora c'è chi anche mette in discussione il sistema cloud, per gli stessi motivi, mentre virtualizzazione e cloud computing, se capiti, possono essere una risorsa anche per la sicurezza, come spiega in una sessione a parte John Colley, managing director EMEA (ISC)2 che dice: "La centralizzazione delle risorse può rappresentare un aumento dei rischi, ma oggi non mancano le risorse e le soluzioni. Certo l'approccio deve essere sistemico".

Chris Young, Vice President RSA

E che il cambio di paradigma sia evidente e necessario emerge ancora di più dai punti cardine in cui Chris Young articola e chiude il suo Keynote: "E' l'ecosistema sicurezza che può affrontare e respingere il tentativo di frodi in real time. I singoli prodotti restano fondamentali, ma in un'ottica di integrazione nella stessa infrastruttura IT, non 'sopra' di essa. Così come è importante la combinazione dello studio outside-in e inside-out delle dinamiche, quindi delle correlazioni per la risposta alle minacce. Non una sicurezza di reazione, quindi, ma dinamica di pro-azione. Il sistema, la velocità e soprattutto la flessibilità possono valere per le aziende molto più di una politica di chiusura al cambiamento". Per non finire 'bolliti'... come le rane, appunto.

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