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Axiante mette Bi e Cpm al servizio del Cfo
- Data 24-04-2009
Costituita da meno di tre anni, la società di consulenza tutta made in Italy porta la propria competenza in materia di Business Intelligence e Corporate Performance Management al servizio di figure di management, come il direttore finanziario.
Il mercato della Business Intelligence si è notevolmente ridisegnato negli ultimi anni e oggi, salvo qualche rarissima eccezione “indipendente” (Sas, MicroStrategy) è nelle mani di tre grandi big come Sap, Oracle e Ibm. Se questi sono impegnati a capitalizzare sulle rispettive acquisizioni (Business Objects, Hyperion e Cognos), nel contatto con le aziende utenti appare centrale il ruolo degli esperti che possono calare la tecnologia nel contesto delle esigenze di business di ciascuna realtà.
Axiante è una realtà tutta italiana, nata nel 2006, che si è calata fin dall’inizio nel ruolo di consulente a valore aggiunto, con l’intento di supportare le aziende nei processi di innovazione. “Ci proponiamo di condividere il rischio con i nostri clienti – spiega Romeo Scaccabarozzi, socio fondatore e presidente di Axiante -. Per questo utilizziamo un approccio di tipo proof of concept, ovvero studiamo la soluzione al problema di un’azienda, ci facciamo fornire i dati e realizziamo una sorta di pilot, destinato a dimostrare la propria efficacia in un determinato lasso di tempo”.
Business Intelligence, Corporate Performance Management e gestione finanziaria rappresentano le aree di eccellenza per Axiante, che tuttavia sta ora provando a spingersi anche in direzione dell’Erp e del Crm. In tutti i settori coperti, il gruppo di consulenti fa leva su best practice e sulla propria competenza, per interpretare correttamente le problematiche e gli obiettivi degli utenti. Il target è rappresentato da aziende medio-grandi, indicativamente con un fatturato dai 200 milioni di euro in su e i progetti realizzati o in corso presentano un certo livello di complessità, anche perché spesso riguardano l’analisi d dati puntuali o serie storiche per arrivare a modelli di predittività e pianificazione.
In termini di tecnologie supportate, Axiante non ha fatto una scelta di campo: “Siamo partner di tutti i leader del comparto, ovvero Ibm, Sap e Oracle – puntualizza Scaccabarozzi -. Spesso ci innestiamo in contesti aziendali in cui una scelta di prodotto è già stata fatta, mentre in altre situazioni vogliamo essere liberi di poter scegliere la soluzione che meglio si adatta al contesto che stiamo affrontando”. L’approccio ha fino a oggi pagato, visto che la struttura si è allargata dalle iniziali quattro alle attuali trenta persone, i progetti attivi sono circa una decina e nel novero delle referenze figurano gruppi nazionali anche grandi (come Eni-Agip, ad esempio), ma anche diverse realtà internazionali, ingaggiate lavorando direttamente con le sedi centrali.
Più che nell’It, gli interlocutori privilegiati di Axiante stanno nel management. Il direttore finanziario è la figura di riferimento, tanto che l’azienda ha sviluppato una soluzione semilavorata, che si chiama 4Cfo e integra applicazioni che indirizzano pratiche ripetitive come il bilancio periodico e quello previsionale, la reportistica, il budgeting, l’analisi di costi e rischi, la gestione delle valute e dei principi contabili Ias: “Molti di questi manager usano Excel come principale strumento di lavoro, impiegando molto tempo per l’elaborazione dei modelli e dei dati. Utilizzando i processi preimpostati in 4Cfo, è possibile dedicare gran parte del proprio tempo per l’analisi e il processo decisionale”, conclude Scaccabarozzi.


